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Spese di rappresentanza: regole e limiti 2026

July 26, 2026
Spese di rappresentanza: regole e limiti 2026

Le spese di rappresentanza sono deducibili entro percentuali scalari calcolate sui ricavi aziendali, con soglie fissate dall'articolo 108 del TUIR: 1,5% dei ricavi fino a 10 milioni di euro, 0,6% per la fascia tra 10 e 50 milioni, 0,4% oltre i 50 milioni. Dal 1° gennaio 2025, la legge n. 207/2024 e il D.L. n. 84/2025 hanno reso obbligatorio il pagamento con strumenti tracciabili: senza bonifico, carta o pagamento elettronico certificato, la deducibilità decade. Sul fronte IVA, la detraibilità è ammessa solo per beni o servizi con valore unitario non superiore a 50 euro IVA inclusa.

I punti essenziali da tenere a mente per il 2026:

  • Plafond scalare sui ricavi: 1,5% fino a 10 milioni di euro, 0,6% tra 10 e 50 milioni, 0,4% oltre 50 milioni.
  • Omaggi sotto i 50 euro: deducibili per intero senza incidere sul plafond annuale.
  • Pagamento tracciabile obbligatorio: dal 2025, i contanti non consentono più la deduzione.
  • IVA indetraibile sulle spese sopra i 50 euro unitari; detraibile integralmente sotto tale soglia.
  • Spese di vitto e alloggio: prima riduzione al 75%, poi concorrono al plafond.
  • Regime forfettario: nessuna deducibilità né detraibilità IVA.

Indice

Cosa sono le spese di rappresentanza e come si riconoscono

La definizione tecnica viene dall'articolo 1 del D.M. 19 novembre 2008: sono spese di rappresentanza quelle sostenute per offrire, a titolo gratuito, beni o servizi con lo scopo di promuovere l'attività aziendale o favorire le pubbliche relazioni. Il carattere essenziale è proprio l'assenza di un corrispettivo da parte di chi riceve.

Perché una spesa rientri in questa categoria, deve soddisfare quattro requisiti cumulativi:

  • Gratuità: il destinatario non paga nulla in cambio.
  • Finalità promozionale o di pubbliche relazioni: l'obiettivo è diffondere l'immagine dell'impresa o consolidarne la reputazione.
  • Inerenza: la spesa deve essere coerente con l'attività svolta dall'impresa.
  • Ragionevolezza e coerenza: l'importo deve essere proporzionato alla dimensione e ai ricavi dell'impresa.

Le tipologie più frequenti includono omaggi a clienti in occasione di festività, feste aziendali per inaugurazioni o ricorrenze, catering durante eventi promozionali, viaggi organizzati con significative attività di promozione dei propri prodotti, e biglietti per eventi culturali o sportivi offerti gratuitamente a clienti o collaboratori.

La distinzione tra spese di rappresentanza e spese di pubblicità è tutt'altro che accademica: le spese di pubblicità sono interamente deducibili e detraibili, mentre quelle di rappresentanza soggiacciono ai limiti percentuali del TUIR. La differenza chiave sta nel rapporto con il corrispettivo: la pubblicità può prevedere un contratto con un fornitore di spazi o servizi, la rappresentanza no. Una cena con un cliente in vista di una trattativa specifica diventa spesa di vendita, non di rappresentanza.

Grafico riepilogativo delle percentuali massime di deducibilità delle spese

Un consiglio: Quando classificate una spesa, chiedetevi se il destinatario riceve qualcosa gratuitamente e se l'obiettivo è promuovere l'immagine aziendale in modo generico. Se la risposta a entrambe le domande è sì, quasi certamente si tratta di spesa di rappresentanza.


Come si calcola la deducibilità delle spese di rappresentanza

Il calcolo segue una logica a scaglioni progressivi applicati ai ricavi e agli altri proventi della gestione caratteristica dell'impresa rilevanti ai fini fiscali.

Mani impegnate a fare i conti su un taccuino

Fascia di ricaviPercentuale deducibile
Fino a 10 milioni di euro1,5%
Da 10.000.001 € a 50.000.000 €0,6%
Oltre 50 milioni di euro0,4%

Il calcolo è progressivo: ogni fascia si applica solo alla porzione di ricavi che vi rientra, non all'intero importo.

Esempio pratico per tre dimensioni aziendali:

  1. Piccola impresa con ricavi nella fascia più bassa applicherà il plafond percentuale più alto.
  2. Impresa di medie dimensioni applicherà il plafond in modo progressivo sulle fasce di ricavi di appartenenza.
  3. Grande impresa applicherà il plafond sulle fasce di ricavi, con aliquota più bassa sulle fasce elevate.

Tre regole operative da non dimenticare:

  1. Gli omaggi sotto i 50 euro sono deducibili per intero senza concorrere al plafond annuale: un'impresa che distribuisce gadget di valore inferiore a 50 euro li deduce tutti, indipendentemente dal plafond.
  2. Le spese di vitto e alloggio vanno prima ridotte al 75% del loro importo, e solo la quota risultante concorre al plafond.
  3. L'eccedenza non è riportabile: se le spese sostenute nell'esercizio superano il plafond, la parte eccedente non può essere dedotta negli anni successivi. Fanno eccezione le imprese in fase di avvio con ricavi pari a zero, per le quali la deducibilità può essere differita all'anno successivo al conseguimento dei primi ricavi.

Sul piano contabile, le spese di rappresentanza vanno imputate nell'esercizio in cui sono sostenute, secondo il principio di competenza. La corretta classificazione nel piano dei conti è fondamentale per separare le spese soggette al plafond da quelle escluse (omaggi sotto i 50 euro) e da quelle di pubblicità.

Un consiglio: Per le spese di vitto e alloggio, calcolate sempre prima il 75% e poi verificate se la quota rientra nel plafond residuo. Saltare questo doppio passaggio è uno degli errori più comuni in sede di dichiarazione.


Detraibilità IVA: quando si recupera e quando no

La deducibilità fiscale e la detraibilità IVA seguono regole distinte e non sempre parallele. Confonderle è un errore frequente che può costare caro in sede di controllo.

  • Regola generale: l'IVA sulle spese di rappresentanza è indetraibile. Il costo totale, IVA inclusa, entra nel calcolo del plafond di deducibilità.
  • Eccezione per omaggi sotto i 50 euro: l'IVA è detraibile integralmente solo quando il valore unitario del bene non supera i 50 euro IVA inclusa. La soglia si valuta per singolo bene, non per lotto.
  • Esempio concreto: un'impresa acquista 100 gadget da 49 euro ciascuno (IVA inclusa). L'IVA è detraibile su tutti. Se anche uno solo costasse 51 euro, l'IVA su quell'acquisto diventerebbe indetraibile.
  • Spese di vitto e alloggio: l'IVA è detraibile al 75%, in linea con la quota di deducibilità fiscale. La quota indetraibile (25%) si somma al costo e concorre al plafond.
  • Contabilizzazione: quando l'IVA è indetraibile, va registrata come costo aggiuntivo nella voce spese di rappresentanza, non separata come credito verso l'erario.

La distinzione tra deducibilità e detraibilità IVA diventa particolarmente rilevante per gli omaggi di valore superiore ai 50 euro: il costo è deducibile entro il plafond, ma l'IVA pagata all'acquisto non si recupera e aumenta il costo effettivo della spesa.


Documentazione, tracciabilità e rischi in caso di controllo

Dal 1° gennaio 2025, l'obbligo di pagamento tracciabile è condizione necessaria per la deducibilità delle spese di rappresentanza. Bonifici, carte di credito o debito, e sistemi di pagamento elettronico certificati sono i metodi ammessi. I contanti, anche se accompagnati da regolare fattura, non consentono più la deduzione.

Gli obblighi documentali da rispettare sono precisi:

  • Fattura o ricevuta fiscale per ogni spesa, con indicazione del fornitore e della natura del bene o servizio.
  • Prova del pagamento tracciabile: estratto conto, ricevuta di bonifico, o conferma di pagamento elettronico.
  • Descrizione della finalità promozionale: brochure, inviti, programmi dell'evento, fotografie.
  • Elenco dei destinatari o, almeno, la categoria di riferimento (clienti, fornitori, collaboratori).
  • Tracciabilità anche per i rimborsi ai dipendenti: se un dipendente anticipa una spesa di rappresentanza e viene rimborsato, anche il rimborso deve avvenire con strumenti tracciabili, altrimenti la deducibilità decade.

La circolare n. 15/E del 2025 ha ribadito che la tracciabilità formale è requisito imprescindibile per la compliance fiscale. Un sistema privo di monitoraggio strutturato espone l'impresa a sanzioni pesanti in sede di verifica.

Un consiglio: Non basta conservare la fattura: serve anche la prova del pagamento tracciabile abbinata a quella fattura specifica. Un archivio digitale che colleghi automaticamente documento e metodo di pagamento riduce il rischio di contestazioni.

Una donna effettua un pagamento tracciabile direttamente allo sportello dell’ufficio.

Per chi gestisce la tracciabilità in modo centralizzato, una gestione integrata dei costi aziendali con strumenti digitali riduce significativamente il rischio di lacune documentali.


Come cambia il trattamento fiscale tra PMI e grandi imprese

Le regole base sono le stesse per tutti, ma l'impatto pratico varia sensibilmente a seconda della struttura aziendale.

Piccole e medie imprese (PMI) con ricavi fino a 10 milioni di euro applicano l'aliquota più alta, l'1,5%, ma operano con plafond assoluti contenuti. Un'impresa con 1 milione di euro di ricavi ha un tetto massimo di 15.000 euro: una cifra che può esaurirsi rapidamente se si organizzano anche solo due o tre eventi nel corso dell'anno. Per le PMI, la classificazione corretta degli omaggi sotto i 50 euro diventa quindi strategica, perché non intacca il plafond.

Le grandi imprese con ricavi superiori a 50 milioni applicano l'aliquota più bassa (0,4%), ma i plafond assoluti sono comunque molto più elevati. La complessità aumenta però in proporzione: più sedi, più dipendenti che sostengono spese, più eventi da documentare. Il rischio non è tanto il superamento del plafond, quanto la mancanza di tracciabilità su singole voci di spesa distribuite tra molti centri di costo.

Regime forfettario: chi adotta questo regime non deduce le spese di rappresentanza e non recupera l'IVA. La normativa è netta su questo punto. Tuttavia, una rendicontazione ordinata resta utile per dimostrare la natura aziendale delle spese in caso di verifica o di eventuale transizione verso un regime ordinario.

Lavoratori autonomi e professionisti in regime ordinario applicano le stesse percentuali delle imprese, ma devono prestare attenzione alla coerenza tra la natura della spesa e l'attività professionale svolta. Un avvocato che offre un omaggio a un cliente potenziale rientra nelle stesse regole di un'impresa commerciale.

Società di persone e di capitali seguono entrambe le regole dell'articolo 108 TUIR, con la differenza che per le società di persone la deducibilità influisce direttamente sul reddito imponibile dei soci. Anche ai fini IRAP, le spese di rappresentanza sono deducibili alle stesse condizioni previste per l'IRES.


Notaspesesmart semplifica la gestione delle spese di rappresentanza

Classificare correttamente ogni spesa, verificare che il pagamento sia tracciabile, distinguere gli omaggi sotto i 50 euro da quelli sopra, calcolare la quota di vitto e alloggio al 75% prima di applicarla al plafond: sono passaggi che richiedono attenzione e che, se gestiti manualmente, moltiplicano il rischio di errore.

Notaspesesmart affronta questi problemi con un approccio integrato. I dipendenti inviano gli scontrini direttamente via Telegram, senza dover raccogliere carta o compilare fogli Excel a fine mese. L'intelligenza artificiale analizza ogni documento, classifica la spesa per categoria e segnala automaticamente se un omaggio supera o resta sotto la soglia dei 50 euro, con effetti diretti sulla detraibilità IVA. Il software per note spese aziendali genera report PDF dettagliati pronti per il commercialista, con tutte le informazioni necessarie per la verifica fiscale.

  • Classificazione automatica delle spese di rappresentanza, con distinzione tra voci soggette al plafond e omaggi esclusi.
  • Monitoraggio della tracciabilità: ogni spesa viene abbinata al metodo di pagamento, garantendo la prova richiesta dalla legge n. 207/2024.
  • Gestione multi-azienda e multi-utente sotto un unico abbonamento, senza dover separare manualmente le spese per entità diverse.
  • Report mensili PDF con foto degli scontrini, pronti per il commercialista, che riducono il tempo di revisione e il rischio di contestazioni.
  • Backup quotidiano dei dati, così nessun documento va perso.

Notaspesesmart

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Punti chiave

Le spese di rappresentanza sono deducibili entro percentuali scalari sui ricavi (1,5%, 0,6%, 0,4%), con obbligo di pagamento tracciabile dal 2025 e IVA detraibile solo sotto i 50 euro unitari.

PuntoDettagli
Plafond scalare obbligatorio1,5% fino a 10 milioni di ricavi, 0,6% tra 10 e 50 milioni, 0,4% oltre 50 milioni.
Omaggi sotto i 50 euroDeducibili per intero senza incidere sul plafond annuale; IVA detraibile integralmente.
Pagamento tracciabile dal 2025Bonifici e carte sono obbligatori; i contanti escludono la deducibilità anche se documentati.
Vitto e alloggio: doppio calcoloPrima si applica la riduzione al 75%, poi la quota residua concorre al plafond.
Regime forfettarioNessuna deducibilità né detraibilità IVA; la rendicontazione resta utile per trasparenza.

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